Con il contributo della Regione Lazio    

Canepina

Il borgo delle castagne e del Fieno canepinese

Canepina

Il borgo delle castagne e del Fieno canepinese

Tra i boschi di castagni e il turismo gastronomico e rurale nel borgo cimino di Canepina.

Canepina è sulle pendici meridionali del Monte Cimino, in un territorio coperto di castagni maestosi, noccioli e olivi. È uno dei tre borghi della zona cimina dell’Agro Falisco.

Il nome Canepina deriva da canapa: fino agli anni del 1600, il paese ospitava una grande piantagione di canapa. Le origini del borgo medievale risalgono invece al Medioevo, quando i Prefetti DI Vico costruirono qui un castello a scopo difensivo.

Nel borgo sopravvivono tradizioni popolari e gastronomiche. Tra i prodotti da non perdere ci sono il fieno canepinese, un antico tipo di pasta fatta a mano, e le castagne, che rappresentano la coltivazione principale del paese. Tutti gli anni a ottobre si festeggiano le Giornate della Castagna.

Comune di Canepina

Regione: Lazio

Provincia: Viterbo

Abitanti: 2984

Cap: 01030

Santo Patrono: Santa Corona

Festa patronale: 17 maggio

 

Il tempo a Canepina

 

Lo sai che… secondo racconti e testimonianze di scrittori, come Pirandello, Dante Alighieri si è ispirato al territorio di Canepina per la Selva Oscura della Divina Commedia. 

Lo sai che… secondo racconti e testimonianze di scrittori, come Pirandello, Dante Alighieri si è ispirato al territorio di Canepina per la Selva Oscura della Divina Commedia. 

  • Il Castello degli Anguillara
  • La Chiesa collegiata di Santa Maria Assunta
  • La Chiesa di San Michele Arcangelo
  • La Chiesa di Santa Corona
  • Il Museo delle Tradizioni Popolari
  • Palazzo Farnese
  • Santuario dell'Arcella
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Le origini di Canepina e del suo nome

È difficile risalire con certezza alle origini del paese di Canepina. Nelle campagne sono stati trovati numerosi reperti etrusco-romani, che indicano la presenza di insediamenti presenti tra i numerosi fossi locali.

Il nome Canepina, in precedenza Canapina, deriverebbe da cannabinus di canapa. La coltivazione di questa pianta era la maggiore attività e sostentamento per gli abitanti del centro. Ancora nei primi anni dell’900 erano presenti delle ampie vasche di macerazione della canapa, utile e prezioso materiale. La zona è attraversata da torrenti e ruscelli che si diramano in tanti rivoli, la caratteristica perfetta coltivare la canapa. 

 

Dai Prefetti Di Vico alle prime testimonianze

Le prime testimonianze reperibili sul borgo di Canepina derivano da fonti incerte e risalgono all’Alto Medioevo.

Alcuni studiosi, seguendo una notizia riportata da Manente, scrittore del 1500, fanno risalire la sua fondazione al 1058, per ordine dei Prefetti Di Vico.

I Di Vico fanno costruire un castello a scopo difensivo, per vigilare sulla Valle del Tevere, oggi lo conosciamo come il Castello degli Anguillara.

Intorno al castello, ai margini dei boschi dei Monti Cimini vivevano contadini e pastori.

Sappiamo per certo che nel 1154 Canepina viene acquistata da Adriano IV, e diventa territorio del Patrimonio di S. Pietro.

 

I proprietari nei secoli

Dal 1174 Canepina e il suo castello sono parte del dominio di Viterbo, come testimonia una pergamena, inoltre viene citata in una nota di possedimenti del monastero di S. Martino al Cimino, del 1207.
I Viterbesi, nello statuto del 1251, riportano che i canepinesi accettano la loro supremazia assoggettandosi ad alcune imposizioni.

Nel 1280 viene occupata da Orso Orsini, poi aderisce nel 1328 all’antipapa Niccolò V.

Nel 1332 viene donata alla Patrimonio di San Pietro, come altri borghi in Agro Falisco.

Nel settembre del 1460, papa Pio II ritornando dal congresso di Mantova, dopo aver soggiornato alcuni giorni a Viterbo, riposa a Canepina e scrive:

“Arrivammo a Canapina che era già sera e lì passammo la notte. Canapina giace quasi alle falde del monte Cimino, dalla parte dove nasce il sole, ma si trova in una valle tanto scura e profonda che il sole si vede appena. Un torrente che scende dal monte lambisce le mura del borgo. I Colli sono coperti da fitti castagni, che d’estate rendono quel luogo ancora più scuro. Non ci sono quasi altri alberi eccetto qualche noce e qualche melo. Gli abitanti hanno costruito case di legno dove abitano stretti come le api negli alveari, tanto che in una piccola casa abitano più famiglie La coabitazione promiscua fa moltiplicare la gente; il fumo che è tantissimo nelle case, secca i cattivi umori”.

Le notizie del XV secolo riportano una pestilenza e la successiva carestia che colpisce gli abitanti; inoltre il paese viene danneggiato anche dall’esercito degli Orsini di passaggio.

Nel 1507 scoppia una contesa tra Soriano, da una parte e Viterbo e Canepina, dall’altra, per i confini dei rispettivi territori. Con l’intervento di un intermediario inviato da Giulio II, i confini vengono infine posti al Guado dell’Oriolo, distante due miglia sia da Canepina sia da Soriano.

Con l’elezione di Paolo III, il 2 aprile del 1544, entra nel ducato di Castro, del quale segue le vicende. La gestione passa tra le mani della Camera Apostolica, dello Stato Pontificio e della diocesi di Orte-Civita Castellana.

Nel periodo napoleonico viene occupata dalle forze francesi, dopodiché resta nella diocesi di Civita Castellana fino al 3 giugno 1859, quando viene aggregata a quella di Viterbo nel 1872.

 

Il terribile bombardamento del ‘44

Il 5 giugno del 1944 le truppe alleate bombardano per errore il centro abitato, mentre l’obiettivo era distruggere un ponte per fermare la ritirata dei tedeschi. Le esplosioni causano 115 morti.

È un evento tragico per la storia di Canepina e oggi questo evento viene commemorato con una celebrazione in piazza “5 giugno 1944”. Per questo evento agli abitanti di Canepina è stata assegnata la Medaglia di bronzo al Merito Civile.

 

La coltivazione del castagno

Oggi Canepina è nota per i boschi di castagni che la circondano, sia per la loro bellezza sia per la bontà dei loro frutti. 

Il territorio è occupato per oltre il 70% da boschi di castagno, utilizzati per la produzione di legname e di castagne da frutto, in particolare il Marrone dei Monti Cimini, che può vantare l'etichetta di PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale).
Il territorio comunale inoltre produce il 5% delle castagne del prodotto nazionale ed il 40% di quello regionale.

Nei mesi di ottobre vengono celebrate le Giornate della Castagna, in cui è possibile entrare nelle cantine e gustare bontà locali.  

 

I Maccaroni canepinesi

I maccaroni canepinesi sono conosciuti come fieno canepinese, sono un tipo di gustosa pasta riconoscibile per la sottilissima sfoglia all’'uovo.

Il maccarone di Canepina è un prodotto con Denominazione De.Co. (Denominazione Comunale d'origine, con relativo disciplinare di produzione).

Al gusto si avverte subito la delicatezza dell’impasto che si scioglie in bocca. Viene servito nella ricette tipiche con ragù leggero o con i funghi porcini dei Monti Cimini. L’impasto ha una ricetta semplice con un uovo ogni 100 grammi di farina. La sfoglia sottile come un velo viene arrotolata, tagliata in strisce piccole e lasciata asciugare per un giorno.

Puoi assaggiare questa specialità nelle trattorie del paese, oppure alla Sagra dei maccaroni canepinesi, nel mese di giugno, o a ottobre nelle Giornate della castagna dentro alle cantine tipiche canepinesi.   

 

 

Vuoi assaggiare le bontà del borgo di Canepina? Vieni in Agro Falisco!

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