Con il contributo della Regione Lazio    

Vignanello

Il borgo cimino del vino

Vignanello

Il borgo cimino del vino

Vignanello è noto per il suo vino, il prodotto enogastronomico principale. Tra i monumenti invece brilla il Castello Ruspoli, con uno dei giardini rinascimentali più importanti d’Europa.

Il paesaggio di Vignanello si distingue per i boschi dei Monti Cimini e le forre che lo attraversano, forme plasmate dalle attività vulcaniche dei vulcani Cimino e Vico. Mentre sono opera dell’uomo gli antichi cunicoli, detti “connutti”, che attraversano l’abitato fino a raggiungere i boschi circostanti.

Il Castello Ruspoli rappresenta tutta la storia di questo borgo, oltre a essere un luogo unico da vedere in Agro Falisco.

Ogni a metà agosto c’è la Festa del Vino, nella quale il paese si riempie di visitatori, bontà enogastronomiche, mercatini e taverne all’aperto. La Festa dell’Olio e del Vino Novello invece si svolge a novembre, un evento tra prodotti locali e atmosfere medievali.

Comune di Vignanello

Regione: Lazio

Provincia: Viterbo

Abitanti: 4325

Cap: 01039

Santo Patrono: San Biagio

Festa patronale: 3 febbraio

Il tempo a Vignanello

 

Lo sai che… la produzione del vino a Vignanello risalirebbe all’epoca falisca, nel IV secolo a.C.. Qui è stato ritrovato uno stamnos falisco che rappresenta Dioniso mentre rivela a suo figlio come fare il vino.

Lo sai che… la produzione del vino a Vignanello risalirebbe all’epoca falisca, nel IV secolo a.C.. Qui è stato ritrovato uno stamnos falisco che rappresenta Dioniso mentre rivela a suo figlio come fare il vino.

Tra i monumenti da vedere e visitare a Vignanello ci sono:

  • Il Castello Ruspoli e il suo giardino
  • Chiesa Collegiata di Santa Maria della Presentazione
  • La Chiesa Barocca di San Sebastiano
  • La chiesa di San Giovanni Decollato
  • I Connutti
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Le prime tracce umane e la popolazione falisca

I primi insediamenti nel territorio di Vignanello risalgono alla preistoria, nel Paleolitico; le grotte naturali offrono riparo ai primi abitanti.

Grazie agli scavi effettuati per la volontà del VII principe di Cerveteri Antonio Ruspoli, nel primi vent’anni del 1900 vengono portati alla luce reperti falisci e tracce urbanistiche. Dunque Vignanello viene riconosciuto come centro falisco.
Sul pianoro del Molesino c’era il centro urbano, mentre nella vicina Valle del Fosso della Cupa c’era la necropoli. Oggi i resti trovati sono parte della collezione del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma.

 

Le origini del nome Vignanello

Per alcune fonti il nucleo urbano odierno viene costruito dai Romani, rifugiati nei boschi cimini durante l’invasione dei Visigoti nel 410. Da questa epoca potrebbe risalire il nome di Vignanello: il maggior esponente del vicus era Giulianello, da cui Uignanello e poi Vignanello.

Secondo altre fonti, invece, il centro urbano sorge nel 412 con il nome di Giulianello, da Giulia, la figlia del re del Ponto relegato in questa parte dei Cimini. Tuttavia il nome potrebbe anche avere origine dalle vigne che circondano il borgo.

La prima menzione ufficiale del villaggio risale al 604 d.C., in questo modo: “olivetum in feudo Julianelli”; quando il pontefice Gregorio Magno dona la proprietà del borgo alla Basilica Vaticana.

 

 

Dal Medioevo al Rinascimento

Le vicende del Medioevo e del Rinascimento vedono passare la proprietà del borgo nelle mani diversi proprietari.

Nel 1081-82 diventa un possedimento dei monaci benedettini, qui le origini della rocca – poi castello -; in questi anni Vignanello era già un castrum, cittadina fortificata con delle mura difensive.

Nel 1169 Federico Barabarossa si impadronisce del borgo, che entra a far parte delle proprietà imperiali di Viterbo.
Segue un scambio di scettri tra le ambiziose famiglie locali: Prefetti di Vico, Orsini, Aldobrandini. Nel 1435 torna alla Chiesa e viene donato all'Ospedale Santo Spirito, per andare nelle mani nel 1534 di Beatrice Farnese.

 

Dai secoli successivi al Regno d’Italia

L’ultima famiglia nobile ad avere il dominio sulla cittadina è quella dei principi Ruspoli-Marescotti, fino a quando Pio VII, nel 1816, costringe all’abbandono i principi. Rimane proprietà dello Stato Pontificio per finire definitivamente nel Regno d’Italia, anno 1870.

 

 

Vieni a scoprire questo borgo in Agro Falisco e assaggia il vino di Vignanello!

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